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Amazzonia Sviluppo

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Amazzonia 90

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Eco Turismo

La raccolta fondi attraverso la campagna soci, pur se inevitabilmente lenta perché ha richiesto una visita personale ad ogni singolo socio (cioè migliaia di visite) per la presentazione del progetto, è stata un’operazione eccezionale, con esito sorprendente, così come è stata commovente la generosità dei soci. Ciò nonostante, sperimentammo fin dall’inizio la strutturale sproporzione tra la nostra capacità di raccolta finanziaria, e il fabbisogno del cantiere, sproporzione che rallentò fortemente l’implementazione del progetto.

Di fronte a questa inadeguatezza ed alle difficoltà che ciò generava in cantiere, raccogliendo anche il suggerimento del Governatore e specialmente del ministro del Turismo, decidemmo di commissionare uno studio di mercato da parte della Horwath-Soteconti, una società di consulenza specializzata nel campo turistico-alberghiero: lo studio promosse a pieni voti tutti gli aspetti del progetto tranne uno: ottima l’ubicazione della struttura, l’accesso, il progetto architettonico, il contesto politico-sociale, ottimo il prodotto, il mercato potenziale del turismo di selva e la redditività presunta; ma assolutamente insufficiente la dimensione, che a loro avviso avrebbe costituito un ostacolo insormontabile nella individuazione di un gestore internazionale, condizione imprescindibile per il successo dell’iniziativa. Questione che in verità, nella nostra inesperienza nel settore, noi non avevamo mai pensato. Ci misero in contatto con un paio di operatori internazionali, che confermarono il loro interesse ad impegnarsi nella gestione della struttura ricettiva a condizione che avesse almeno 120 camere.

A quel punto si rese necessario una revisione del progetto, che fu fatta con l’assistenza dell’ufficio tecnico di Accor, gruppo alberghiero francese leader in Brasile. Accettarono di iniziare con 102 camere, ma con il nostro impegno a portarle almeno a 120 entro qualche anno, una volta avviata la gestione, ma furono categorici nel chiedere un centro congressi, un’area eventi, una piscina adeguata e altri servizi. Ovviamente anche la cucina, le celle frigorifere e il ristorante furono adeguati alle nuove dimensioni: in conclusione la struttura finì per occupare 1.600 mq coperti.  Ma il fattore che contribuì maggiormente all’aumento del costo di investimento fu la richiesta, motivata ma irremovibile, che la categoria fosse un 4 stelle. 

Con questa revisione del progetto fu evidente che la cooperativa non era in grado di fronteggiare un tale impegno finanziario, corrispondente ad un investimento che se pure perfettamente in linea con i costi standard di opere simili in tutto il mondo, non era più alla nostra portata. Perciò la strada obbligata che ci restava era la ricerca di partner profit, ricerca che fu subito attivata ma che impiegò molto tempo per dare i suoi frutti, e alla fine portò alla individuazione di una Fondazione internazionale, che partecipò ad un tratto del percorso, e poi di un gruppo finanziario-industriale di Trento specializzato nel campo delle energie rinnovabili, che si accinge ora a concludere l’operazione. 

Così, sintetizzando questo lungo percorso, Amazzonia 90 ha lanciato il progetto e ha finanziato solo la prima parte delle opere, la fondazione internazionale ha contribuito all’avanzamento del progetto nella fase intermedia, ed infine il gruppo industriale italiano sta accompagnando questa ultima fase di costruzioni, come partner di maggioranza. La gestione operativa sarà affidata al gruppo alberghiero brasiliano GJP Hotels e Resorts, di Porto Alegre, presentatoci da Accor.

In questo modo resta distinto l'impegno immobiliare, in questo caso divenuto troppo pesante per una cooperativa no-profit, dalla gestione del progetto nel suo complesso, che comprende la formazione del personale locale, l’organizzazione dei servizi esterni, la creazione di professionalità e di imprese, famigliari e cooperative, il microcredito, la promozione e il sostegno di interventi e opere sociali, ecc. cioè in una parola la promozione dello sviluppo sostenibile, che rappresenta invece la nostra mission, ed alla quale possiamo ora dedicarci con più serenità e con tutte le nostre energie.

Crediamo che sia proprio questa la forma matura della nostra iniziativa e del modello di intervento che essa propone, capace cioè di valorizzare la sinergia tra un soggetto finanziariamente solido (sia esso impresa, fondazione o istituzione) che si assume l'impegno immobiliare quando è necessario, ed un soggetto no profit che si occupa del processo di sviluppo e degli interventi sociali. Avremmo dovuto muoverci in questo senso fin dall'inizio, ma questa consapevolezza è maturata solo nel tempo: d'altronde la nostra è ancora un'opera prima, cioè un'operazione innovativa che, per quanto ci risulta, qui da noi non aveva precedenti a cui ispirarci.

Come è facile immaginare, lungo il cammino tutt’altro che semplice e non ancora concluso, abbiamo incontrato numerosi ostacoli e difficoltà, non solo sul piano delle risorse finanziarie, ma anche sul piano logistico (basti pensare che quando abbiamo iniziato i lavori non vi era alcuna strada che raggiungesse la località) e su quello burocratico, che hanno dilatato enormemente i tempi: anzi la vischiosità e sclerotizzazione della burocrazia e del sistema Brasile ha finito per pesare in modo determinante sul fattore temporale. Ma nonostante questo gli esperti ci dicono che nel frattempo il mercato turistico in questo segmento è cresciuto e siamo in grado di arrivare puntuali all’appuntamento.  Pian piano abbiamo superato i tanti ostacoli incontrati, e se nel prossimo futuro non sorgono altri imprevisti, il completamento e l’inaugurazione sono programmati per la fine del prossimo anno: faremo allora una grande festa a Modena ed una a Manaus.

Coordinate geografiche: Latitudine 2° 51’ 17” Sud, Longitudine 60° 50’ 18” Ovest.  La struttura è visibile ad alta definizione anche su Google Earth.

La costruzione La costruzione

La costruzione del villaggio La costruzione del villaggio

 

Anno 2019

 

L’intervento più impegnativo e allo stesso tempo la sfida più interessante -che per il suo peso finanziario chiaramente irraggiungibile per un soggetto no-profit ha richiesto la ricerca di partner profit- è un bellissimo resort ecoturistico in fase di ultimazione sulle rive del rio Negro, ad un centinaio di km da Manaus, accanto al parco naturale delle Isole Anavilhanas, che racchiude l’arcipelago fluviale più esteso del pianeta. L’operazione, fortemente caldeggiata dal Governo dello Stato di Amazonas, che ha donato il terreno e in seguito ha costruito la strada di accesso e la linea elettrica, ha finora dato occupazione a più di un centinaio di maestranze locali nella fase di costruzione, prossima alla conclusione, e darà occupazione qualificata e ben remunerata a 250 maestranze locali, in parte impiegate nella gestione della struttura e in parte nell’indotto, cioè nella gestione dei servizi esterni, che comprendono la produzione di alimenti per il ristorante, la produzione di artigianato per i turisti, l’organizzazione delle escursioni, le guide, i conduttori di barche, le manutenzioni dei percorsi, l’offerta di ristorazione, l’organizzazione degli eventi, il servizio di lavanderia, ecc.

Il nostro obiettivo era quello di creare sviluppo nei territori extraurbani, ma l’idea di intervenire nel campo del turismo naturalistico ci fu suggerita dal Governo locale: la proposta suscitò nel CdA della cooperativa una attenta e approfondita valutazione degli aspetti positivi e dei rischi che poteva comportare, e alla fine l’accettammo perché ci parve perfettamente rispettosa dell’ambiente e della cultura delle popolazioni native, che conoscono perfettamente quel territorio e sono in grado di farlo conoscere ad altri, preservandolo, così come di far conoscere la loro cultura, perfettamente integrata con l’ambiente. Così territorio e cultura possono diventare fonte di occupazione e di reddito, motore di sviluppo, pur nella loro assoluta preservazione: nessun’altra attività infatti (dalla agricoltura all’artigianato e all’industria, ma nemmeno le attività predatorie della pesca e della caccia che abitualmente praticano per la sussistenza) può essere più rispettosa dell’ambiente di quanto lo possono essere il turismo naturalistico e la gestione di un parco naturale.

L’attenzione all’impatto ambientale è sempre stata massima, anche nella fase della progettazione architettonica fatta insieme a loro da un architetto locale, e poi della costruzione, ad un solo piano, tutta realizzata da maestranze locali, da noi formate. Anche i materiali utilizzati, il legno e la pietra, sono tipici del posto e sono impiegati nei modi e forme desunti dalle loro tradizioni. Gran parte degli arredamenti è realizzato da loro con la falegnameria da noi impiantata o con lavorazioni manuali: il risultato è di una sorprendente bellezza. 

Microcredito e Microimprese Ecoturismo Il progetto

Dimensioni e caratteristiche della struttura:

-          Ubicazione: 90 km da Manaus, all’interno del rio Açu, affluente di destra del Rio Negro, accanto all'arcipelago fluviale delle Isole Anavilhanas, che forma l’omologo parco naturale

-          Comunicazioni: raggiungibile sia per via fluviale, risalendo il Rio Negro, sia via terra, grazie alla strada Manaus-Novo Airao, di recente costruzione, o con idrovolante.

-          Area su cui sorge: 900 ettari in proprietà, vincolati ad Area di Protezione Ambientale, donati dal Governo locale, nel riconoscimento dell’importanza sociale del progetto.

-          Struttura: circa 16.000 mq coperti, ad un solo piano, costruita con i materiali del luogo. I singoli elementi costruttivi sono prodotti interamente a mano, o con l’aiuto della falegnameria da noi montata, con uno straordinario risultato architettonico ed estetico.

-          Capacita ricettiva: 102 camere, divise in 5 blocchi orizzontali, per un totale di 250 posti-letto.

-          Dotazioni: Centro congressi, area eventi, piscina, attracco per le barche, stazioni di trattamento biologiche degli scarichi liquidi, centro raccolta e lavorazione rifiuti solidi, pozzi artesiani, impianto riscaldamento solare per l’acqua sanitaria. Data la distanza dalla città, la struttura è dotata di alloggiamento per il personale di servizio, con cucina, refettorio, area di svago e dormitori, oltre a 5 miniappartamenti per i dirigenti.

-          Infrastrutture: la strada di accesso di 14 km e la linea elettrica sono state realizzate dal Governo.

Il progetto architettonico è stato curato dall’architetto amazzonese Claudio Nina, mentre quello paesaggistico è stato eseguito da uno dei più grandi architetti brasiliani per esterni, Benedito Abbud, di Sao Paulo, che ci ha offerto gratuitamente il suo servizio, quale contributo personale in segno di apprezzamento della forte valenza sociale dell’iniziativa.

Il primo progetto, in realtà, era molto più piccolo di quello attuale, e perciò più alla portata di un soggetto no-profit: l’idea nella sostanza è sempre rimasta immutata, ma la dimensione iniziali del progetto era molto minore, con 36 stanze, e solo i servizi essenziali -nessuna piscina, niente centro congressi, area eventi, ecc.- e soprattutto si era pensato ad una categoria 3 stelle.  L’investimento previsto inizialmente, pur essendo molto impegnativo e rappresentando comunque una grande sfida per un soggetto senza fini di lucro, non pareva tuttavia una meta irraggiungibile. 

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